Su calciodellatuscia.it l’angolo di Casarola – le regole nei dilettanti: le modalità di svincolo dei calciatori (02.03.2018)

Sesto appuntamento della rubrica proposta dal Calcio della Tuscia relativa a temi afferenti il calcio e le sue regole.  A curarla è sempre l’amico Francesco Casarola, consulente di diritto sportivo e dottore di ricerca in Diritto ed Economia dello Sport. Un consiglio che diamo ai dirigenti ogni giovedì è quello di stampare questa pagina e conservarla per tenersi sempre aggiornati.

Le società sportive, diversamente dai calciatori, non sono ben predisposti verso l’abolizione del vincolo sportivo. Questo deriva dal fatto che le squadre dilettanti vogliono avere la garanzia di poter programmare il proprio futuro prossimo attraverso quei giovani che hanno allevato. Questo nodo però da garanzie alle società ma mette all’angolo i calciatori.

Per poter riequilibrare un rapporto che sembra pendere verso le società sportive, ci ha pensato il normatore sportivo con una serie di norme che regolano lo svincolo di calciatori.  Infatti il vincolo può essere sciolto solo nei seguenti casi:

– rinuncia da parte della società

– svincolo per accordo

– inattività del calciatore

– inattività per rinunzia od esclusione dal campionato della società

– cambiamento di residenza del calciatore

– esercizio del diritto di stipulare un contratto con qualifica di “professionista”

– svincolo per decadenza del professionista.

Per una questione di spazio e tempo mi soffermerò sullo svincolo per accordo (ex art. 108 NOIF) ed il cambiamento di residenza del calciatore (ex art. 111 NOIF).

Fondamentalmente l’art. 108 Noif definisce la possibilità per i calciatori “non professionisti” ed i giovani dilettanti la possibilità di accordarsi per il loro svincolo. Tale convenzione deve essere depositato presso il Comitato Regionale competente entro venti giorni dalla stipula. Altrimenti lo stesso sarà dichiarato nullo. Come è facile intuire lo svincolo verrà ratificato nelle date disposte annualmente dal Consiglio Federale. Infine la stessa norma disciplina la possibilità di contestare la validità degli accordi, in questo caso si può proporre reclamo alla Commissione Tesseramenti entro trenta giorni dalla data in cui il Comitato ha provveduto a restituire all’interessato copia dell’accordo.

L’art. 111 Noif dal canto suo dispone che il calciatore “non professionista” o “giovane dilettante” che trasferisce la propria residenza, quale risultava all’atto del tesseramento, stabilendola in Comune di altra Regione e di Provincia non limitrofa a quella della precedente, può ottenere lo svincolo quando sia trascorso un anno dall’effettivo cambio di residenza oppure novanta giorni, se si tratta di calciatore minore di età ed il trasferimento riguardi l’interno nucleo familiare. Per poter ottenere lo svincolo il calciatore deve inoltrare ricorso alla Commissione Tesseramenti in qualunque periodo dell’anno, insieme a tale adempimento dovrà essere allegata la documentazione comprovante il diritto allo svincolo e la ricevuta della raccomandata inviata alla società di appartenenza.

Questi sono due modalità attraverso le quali il calciatore può liberarsi dal vincolo sportivo. Di fondamentale importanza è lo svincolo per accordo vera ancora di salvezza per i calciatori fino ai 25 anni ma questo strumento può diventare anche fonte di forzature da parte di alcune società sportive che vorrebbero tenere il ragazzo. Il vincolo sportivo è un argomento delicato che mette in contrasto due interessi forti la libertà di fare attività fisica del calciatore e la libertà di programmare il futuro di una società sportiva.

Nella prossima edizione illustrerò una proposta di modifica del vincolo sportivo che sia in linea con le esigenze di una e dell’altra parte.

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