Guida sul trasferimento in prestito dei calciatori

Le norme internazionali: l’art. 10 RSTP FIFA

Il Regolamento Status e Trasferimenti dei calciatori FIFA (ne abbiamo parlato nella prima puntata), che abbiamo iniziato a conoscere già dal precedente intervento, disciplina anche trasferimento temporaneo (anche detto prestito) del calciatore professionista. Anche tale tipologia di trasferimento deve essere registrato all’interno del sistema del Transfer Matching System (TMS) (tale programma creato dalla FIFA verrà meglio analizzato in uno dei prossimi articoli)

In primis occorre dire che il prestito ha le stesse regole del trasferimento a livello normativo internazionale. In particolare l’art. 10 c. 1 RSTP definisce che i calciatori professionisti possono essere ceduti in prestito ad altri club sulla base di un accordo scritto tra gli atleti ed il club. Inoltre si afferma, che anche in caso di prestito, l’applicazione delle norme sull’indennità di formazione e del meccanismo di solidarietà.

Vi sono una serie di implicazioni legali che devono essere rispettate dalla società che acquista il calciatore, anche in prestito. L’allegato 3 art. 4 c. 2 RSTP, disciplina gli obblighi derivanti dal TMS, definisce una serie di informazione che devono essere dichiarate dalla società cessionaria.

In particolare si dovranno fornire: a) i dettagli contrattuali (da quando decorre a quando termina il contratto), il compenso spettante al calciatore inclusi i benefits e se uno o entrambi i club contribuiscono al pagamento del salario del calciatore; b) dati personali; c) informazioni finanziarie (costo del trasferimento, inclusi tutti i dettagli delle tranche, condizione dei pagamenti, contributo di solidarietà e indennità di formazione).

Il periodo minimo di prestito definito dal RSTP nell’art. 10 c. 2 è quello tra due periodi di tesseramento.

Abbiamo notato come anche il trasferimento temporaneo abbia delle implicazioni di tipo legale. Determinando in capo agli addetti ai lavori un attenzione importante in fase di definizione dei documenti da inviare alla FIFA.

Le norme nazionali: art. 103 e 103 bis NOIF

In ambito nazionale sono due le norme che disciplinano, in maniera particolareggiata il trasferimento temporaneo dei calciatori, l’art. 103 e 103 bis NOIF (Norme organizzative interne alla Federazione).

Le NOIF, al pari del RSTP, definiscono che la cessione temporanea del contratto con il calciatore professionista ha una durata minima pari a quella che intercorre tra due periodi trasferimento. Inoltre viene definita una durata massima che non può essere eccedente a quella del contratto economico e mai superiore a due stagioni sportive.

Il trasferimento temporaneo può evolversi. La società cessionaria potrà avere un diritto di opzione. Questo a condizione: “a) che tale diritto di opzione risulti nell’accordo di cessione temporanea, di cui deve essere indicato il corrispettivo convenuto; b) che la scadenza del contratto ceduto non sia antecedente al termine della prima stagione successiva a quella in cui può essere esercitato il diritto di opzione; c) che la società cessionaria con diritto di opzione stipuli con il calciatore un contratto economico la cui scadenza non sia antecedente al termine della prima stagione successiva a quella in cui può essere esercitato il diritto di opzione. La clausola relativa all’opzione, a pena di nullità, deve essere consentita dal calciatore con espressa dichiarazione di accettazione di ogni conseguenza dell’esercizio o meno dei diritti di opzione da parte della società cessionaria. Nello stesso accordo può essere previsto per la società cedente un eventuale diritto di controopzione, precisandone il corrispettivo, da esercitarsi in caso di esercizio dell’opzione da parte della cessionaria.”

Oltre al diritto di opzione si potrà definire l’obbligo di trasformare la cessione temporanea in definitiva, al verificarsi di condizione definite dal contratto. Si dovrà, però, tenere presente: a) l’obbligo di riscatto risulti nell’accordo di cessione temporanea, con l’indicazione del corrispettivo convenuto tra le parti; b) il contratto ceduto scada almeno nella stagione successiva a quella in cui va esercitato l’obbligo di riscatto; c) la società cessionaria stipuli con il calciatore un contratto che scada almeno nella stagione successiva a quella in cui va esercitato l’obbligo di riscatto. L’obbligo di riscatto, a pena di nullità, deve essere sottoscritto dal calciatore.

Il contratto di cessione temporanea del calciatore ha una varietà di possibili clausole, definite sempre dalle NOIF. In particolare si potrà prevedere un premio di valorizzazione a favore della società cessionario  o un premio di rendimento a favore della cedente. Vero è che dovranno essere inseriti nel contratto norme specifiche che regolano tale rapporto.

Altra cessione temporanea e risoluzione

Potrebbe accadere che la cessione temporanea di un calciatore professionista, sia oggetto di altra cessione temporanea, sempre nello stesso periodo della campagna di trasferimenti. Questo può avvenire solo se vi è l’espresso consenso della società originaria. Le clausole riguardanti l’obbligo di riscatto, opzione e contro-opzione eventualmente inserite sono risolte di diritto. A meno che le società interessato non definiscano un patto contrario. Infine il premio di rendimento o di valorizzazione, inserito originalmente, si da come non apposto.

Nel corso del contratto si potrebbe verificare la possibilità di una risoluzione del contratto a titolo temporaneo, questa è valida laddove vi sia il consenso delle due società e del calciatore mediante la compilazione del modulo che si deve depositare presso la Lega di appartenenza della società nella quale il calciatore rientra entro 5 giorni dalla stipula.

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