Il mercato dei trasferimenti: quando, dove e perché nasce?

Quando nasce il sistema dei trasferimenti dei calciatori?

Il mercato dei trasferimenti dei calciatori, così come delineato ora, è frutto dell’accordo attorno al 2000 tra la Commissione Europea (guidata da Mario Monti) e la FIFA (guidata da Sepp Blatter). L’UE chiedeva alla FIFA di regolamentare il sistema del calciomercato a causa dell’effetto Bosman, che aveva di fatto liberato i calciatori dal vincolo a vita, e di vicende che avevano visto protagonisti calciatori minorenni e società senza scrupoli.

L’architettura del calciomercato moderno è frutto, quindi, di un accordo tra l’UE e la FIFA. E’ qui che nasce il Regolamento Status e Trasferimenti dei calciatori FIFA. Il sistema si basava sui principi del rispetto della stabilità contrattuale, tutela dei minori (qui puoi leggere l’articolo sul Caso Barcellona) e creazione di indennità per le società che avessero formato i calciatori in giovane età (tra i 12 e i 23 anni).

Dove e come sono definite le due finestre di mercato?

Tra le norme che definisco il sistema del calciomercato vi è l’art. 6 Regolamento Status e Trasferimenti dei Calciatori 2018.

La regola, in buona sostanza, fissa due periodi di registrazione annuali definiti da ogni Federazione. Quest’ultime possono programmare diversi periodi per le competizioni maschili e femminili. Vi è una sola eccezione alla regola dei due periodi, che  riguarda il professionista il cui contratto è scaduto prima della fine del periodo di registrazione. In questo caso può essere registrato fuori da tale periodo. L’applicazione di questa eccezione è liberamente utilizzabile dalle Federazioni, tenendo sempre conto l’integrità sportiva della competizione.

Le date di inizio e fine periodo di tesseramento sono definite dall’art. 6 c. 2. Infatti si dispone che il primo periodo di registrazione inizia dopo il completamento della stagione e normalmente, termina prima dell’inizio della nuova stagione. Questo periodo non può superare le 12 settimane. Diversamente il secondo periodo di tesseramento deve avvenire normalmente a metà della stagione e non può superare le quattro settimane.

Le date, decise da ogni Federazione, devono essere comunicate un anno prima alla FIFA tramite il TMS. Se la Federazione non comunicasse quanto richiesto allora sarà la FIFA stessa a determinarle.

Quante volte può essere tesserato un calciatore nell’arco di una stagione?

In questo caso a venirci in soccorso vi è l’art. 5 RSTP dove si delineano, in via preliminare,  due regole generali:

1) Il calciatore per poter giocare per un club, che sia esso professionista o che sia dilettante, deve essere tesserato per quel club. Poiché attraverso l’istituto del tesseramento i calciatori, oltre che a partecipare al calcio organizzato, accettano di rispettare gli Statuti e i Regolamenti della FIFA, della Confederazione e della Federazione di appartenenza.

2) Un calciatore può essere registrato per un solo club alla volta.

Bisogna soffermarsi su quanto previsto dal c. 3, i giocatori possono essere tesserati per un massimo di tre club durante una stagione ma giocare per due (ne avevo parlato qui del caso Ternana-Perugia). L’eccezione  a questo obbligo riguarda le stagioni sovrapposte (c.d. overlapping season) di due club che appartengono a Federazioni che hanno periodo d’inizio stagione diversi. In questo caso il calciatore è ammesso a giocare le partite ufficiali per un terzo club. Il calciatore per potersi avvalere di questa eccezione deve aver adempiuto i suoi obblighi contrattuali con i precedenti club.

Fermo restando che il tesseramento dei calciatori all’interno della stessa stagione deve tenere in considerazione il principio dell’integrità sportiva. Un calciatore non può giocare partite ufficiali per più di due squadre che gareggiano nello stesso campionato o coppa durante la stessa stagione.

Abbiamo visto come quel frenetico acquistare e cedere calciatori in un determinato periodo sia delineato da una serie di regola rigide.

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